L’assistente Riccardo Brusa e l’atleta Niccolò Fabbri, in rappresentanza della formazione Under 15 Elite della Virtus Imola, hanno partecipato alla consegna del “Grifo di cristallo” al fianco dell’Associazione Magie Over Limits, insieme ai rappresentanti dell’International Imola.

Durante la manifestazione “Imola 2017: un anno di noi”, organizzata dal Comune di Imola in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, è stato consegnato l’ambito “Grifo di cristallo” all’Associazione Magie Over Limits del presidente Prisco Licciardi, per l’attività svolta in collaborazione con le principali società di basket imolesi.

L’allenatore Andrea Zotti ha coordinato la partecipazione dei propri ragazzi agli allenamenti del progetto che è ben spiegato nell’intervista sotto riportata.

 

Intervista raccolta dal sito www.emiliaromagnamamma.it:

“Lo dico subito: lavoro come macchinista nelle ferrovie. Mestiere che mi lascia molto tempo libero per seguire mio figlio”. Prisco Licciardi sente quasi il dovere di giustificarsi, quando racconta di aver portato a Imola, dove vive con il figlio Marco, vent’anni, autistico, il progetto “Over limits” di Marco Calamai, l’allenatore di pallacanestro che mette insieme persone con disabilità e persone normodotate.

Tutto nasce sei anni fa, quando Marco entra a far gruppo di un gruppo basket e handicap a San Lazzaro di Savena. Un’esperienza che gli porta subito grandi benefici: “Si tratta di basket assistito, basato sull’integrazione tra pari, in particolare sul fatto che disabili e non giocano insieme, fanno gli esercizi insieme, senza differenze“. Dopo tre anni così, Prisco Licciardi decide insieme alla Neuropsichiatria infantile di Imola di portare il progetto anche nella sua città: “Per la maggior parte dei ragazzi spostarsi era scomodo. E così Calamai, di fatto, ci ha regalato il suo metodo“.

Nasce così l’associazione sportiva dilettantistica “Magie over limits”, che alla palestra Paolini-Cassiano di Imola, da un anno e mezzo, vede 12 ragazzi dall’adolescenza in su, tutti con disturbi dello spettro autistico, allenarsi insieme ai sei ragazzi (tre di 14 anni e tre di 19) dell’International Basket Imola [e da questa stagione della Virtus Imola, ndr]: “Il principale beneficio, per gli atleti con autismo, è sul fronte della fiducia in se stessi: passare la palla, muoversi in campo e puntare a un canestro sono attività che aumentano il senso di sé. Senza contare che, per ragazzi abituati a tenere la testa bassa, alzare lo sguardo è già un cambiamento positivo. Per noi genitori, sono passi importanti”.