Nella splendida stagione della Virtus Imola c’è anche la firma di un uomo che ha operato spesso nell’ombra, senza i riflettori su di sé. L’assistente coach Andrea Zotti, però, è sempre stato nel vivo della squadra, implementando il lavoro di coach Davide Tassinari, con dati, statistiche e consigli tecnici. L’affiatamento dello staff tecnico è stato certamente uno dei punti di forza della Virtus.

Andrea, come si è sviluppato il tuo rapporto con coach Tassinari?

“Fin dal primo giorno in cui l’ho conosciuto ho avuto un bel rapporto, perché mi ha coinvolto in tutte le scelte e si è rivelato una gran persona, oltre che ad un grande coach da cui ho potuto imparare tantissimo, posso solo ringraziarlo”.

Dal tuo punto di vista, in campionato qual è stato l’avversario più difficile da incontrare e battere?

“Ozzano, infatti ha vinto il campionato: complimenti”.

Quella della Virtus è stata una stagione di livello clamoroso, con 25 vittorie e 5 sconfitte:

“Stagione di altissimo livello, come numero di vittorie, ma anche per il gruppo che si è formato e con cui l’andare in palestra è sempre stato solo un piacere”.

La gara di Fiorenzuola (sconfitta 82-77) avrebbe potuto essere decisiva per la Virtus, se nel rush finale il risultato fosse stato diverso?

“Portare a casa quella partita (e credo che l’abbiamo più persa noi che vinta loro), probabilmente poteva cambiare il piazzamento in stagione regolare, Forse saremmo arrivati in finale, ma Ozzano onestamente ha avuto qualcosa in più”.

C’è stato un momento in cui hai avuto la sensazione di poter vincere il campionato?

“Abbiamo fatto un girone d’andata incredibile vincendo a Ozzano, che era priva di un giocatore determinante come Dordei (ma noi eravamo senza Sam Dal Fiume) e “cannando” una sola partita in casa con Fiorenzuola, chiudendo primi in solitaria. Li un pensiero l’ho accarezzato, ma conta il finale e lì purtroppo qualcosa è mancato. Oltre all’infortunio di Casadei, al quale faccio un grosso in bocca al lupo, anche se conoscendolo so che non sa stare a lungo senza un pallone in mano e credo lavorerà duro per tornare il prima possibile”.